Catawiki è la casa d’asta online per oggetti speciali, non lo svuota-armadio. Presenti l’oggetto, un esperto lo valuta e lo inserisce nell’asta giusta, che dura tra i sette e i dieci giorni. La commissione per il venditore è del 12,5% più un importo fisso, l’acquirente paga il 9% e si fa carico della spedizione. Conviene se vendi orologi, arte, vino, LEGO o pezzi da collezione. Molto meno per oggetti comuni.
Vendere su Catawiki non funziona come su Vinted o Subito, e chi se ne accorge solo dopo il primo lotto rifiutato ha già perso tempo e occasioni. Qui non carichi una foto e aspetti: c’è un esperto che decide se il tuo oggetto entra in asta, e un pubblico internazionale di collezionisti che stabilisce quanto vale davvero.
L’Italia, tra l’altro, è il primo mercato di Catawiki al mondo. In questa guida ti spieghiamo come funziona il processo dall’inizio alla fine, quanto costa davvero e dove i venditori sbagliano più spesso, anche in rapporto alla vendita dell’usato online in generale. Partiamo da una domanda semplice: a te conviene?
Conviene davvero vendere su Catawiki nel 2026?

In sintesi: Sì, se hai oggetti da collezione o di pregio. Catawiki ti mette davanti a un pubblico internazionale di acquirenti disposti a spendere, con esperti che validano ogni lotto e aste che chiudono in fretta: oltre due terzi degli oggetti speciali vengono venduti entro dieci giorni. Per la merce comune, invece, non è la piazza giusta.
I numeri raccontano bene perché vale la pena considerarla. Nel 2023 l’Italia si è confermata il primo mercato di Catawiki per spesa, con oltre 265.000 persone che hanno fatto almeno un’offerta, in crescita di circa il 18% sull’anno precedente. Il sito raccoglie intorno agli 8,6 milioni di visite al mese e proprio l’Italia è il primo Paese per traffico. Tradotto: se il tuo oggetto è quello giusto, la domanda c’è, ed è una domanda che spende.
Il punto è tutto lì, in quel “se”. Catawiki premia una categoria precisa di venditore e ne penalizza un’altra. Un orologio vintage, una bottiglia rara, un lotto di carte Pokémon in buone condizioni trovano qui un pubblico che altrove fatica a incontrare. Un paio di scarpe usate o un vecchio elettrodomestico, no: verrebbero respinti in valutazione, e avresti solo perso tempo. Prima ancora di aprire un account, conviene guardare in faccia questa distinzione.
Conviene se
- Vendi orologi, gioielli, arte o oggetti di design
- Hai pezzi da collezione: LEGO, Pokémon, fumetti, monete
- Possiedi vino, auto d’epoca o oggetti di pregio
- Cerchi un pubblico internazionale disposto a spendere
Meglio evitare se
- Vuoi svuotare l’armadio o la cantina da oggetti comuni
- Vendi elettronica o elettrodomestici di uso quotidiano
- Hai bisogno di vendere subito, senza attese
- Non hai foto e descrizioni curate da dedicare al lotto
Cosa puoi (e non puoi) vendere su Catawiki?

In sintesi: Su Catawiki vendi solo oggetti speciali: da collezione, rari o di pregio. Rientrano orologi, arte, gioielli, vino, monete, auto d’epoca, LEGO, fumetti e carte da collezione. Restano fuori i beni comuni di uso quotidiano, che ogni anno fanno respingere oltre un milione di presentazioni. Se hai un dubbio, la valutazione dell’esperto lo scioglie senza costi.
Le categorie che in Italia tirano di più danno un’idea chiara del tipo di oggetto giusto. Gli orologi sono diventati la prima categoria per gli acquirenti italiani, con una crescita del 33%. Bene anche oggetti decorativi, arte, gioielli e vino. Sul fronte del collezionismo più pop, i cimeli Pokémon hanno registrato un balzo del 55%, segno che il mercato non è fatto solo di pezzi d’antiquariato.
Non esiste un listino ufficiale che elenchi “cosa è ammesso”, ma la logica è semplice: se un oggetto ha un valore di mercato riconoscibile e interessa a un collezionista, ha senso proporlo. Se è un bene comune che troveresti in qualsiasi casa, quasi certamente no. Per quel tipo di merce hai piazze più adatte: vendere su Vinted per abbigliamento e accessori di uso quotidiano, oppure vendere su eBay per elettronica e oggetti generalisti, anche da collezione ma senza la selezione dell’esperto.
Dalla presentazione all’aggiudicazione: come funziona davvero
Il percorso di una vendita segue sempre gli stessi passaggi, e conoscerli prima evita gran parte degli errori da principiante.
Si parte dall’account venditore, gratuito. La registrazione richiede i dati personali e la verifica del numero di telefono, poi una conferma dell’identità tramite il partner dei pagamenti, Stripe o Payoneer. È una procedura una tantum che serve a rendere sicure le transazioni per entrambe le parti.
Fatto questo, presenti l’oggetto. Clicchi su “Vendi”, racconti cos’è e la piattaforma ti suggerisce le categorie in cui potrebbe rendere di più. Qui carichi foto, descrizione e spese di spedizione per le diverse destinazioni, e imposti da dove partono le offerte: da 1 euro, dal 50% del prezzo di riserva oppure direttamente dal prezzo di riserva.
Poi entra in gioco l’esperto. Valuta la presentazione, verifica che ci siano tutti i dettagli utili all’acquirente e, se approva, inserisce il lotto nell’asta più adatta. Le aste sono settimanali e durano di solito tra sette e dieci giorni. Quando un acquirente si aggiudica l’oggetto e paga, ricevi la notifica e prepari la spedizione. Il pagamento passa dai fornitori autorizzati della piattaforma, quindi non gestisci tu l’incasso diretto con chi compra.
| Fase | Cosa succede |
|---|---|
| 1. Account venditore | Registrazione gratuita, verifica del telefono e dell’identità tramite Stripe o Payoneer (una tantum) |
| 2. Presentazione | Carichi foto, descrizione e spese di spedizione, e imposti da dove partono le offerte |
| 3. Valutazione esperto | Uno specialista esamina il lotto e, se approvato, lo inserisce nell’asta più adatta |
| 4. Asta | Asta settimanale della durata di sette-dieci giorni, con offerte fino alla chiusura |
| 5. Aggiudicazione e pagamento | L’acquirente paga tramite il sistema protetto, tu ricevi la notifica |
| 6. Spedizione | Prepari il pacco con etichetta tracciata; imballaggio e assicurazione restano a tuo carico |
Quanto costa vendere su Catawiki?
In sintesi: Vendere su Catawiki costa al venditore il 12,5% del prezzo di aggiudicazione più un importo fisso, con l’IVA calcolata secondo l’aliquota del tuo Paese. L’acquirente paga a parte una commissione del 9% e si fa carico delle spese di spedizione. Il ricavo netto va quindi calcolato togliendo commissione, IVA e costi di preparazione del pacco.
Sulla carta la percentuale è più alta di un marketplace generalista, ma copre servizi che altrove non hai: marketing internazionale, pagamenti protetti e la validazione dell’esperto che alza la fiducia dell’acquirente. Le condizioni economiche complete sono descritte nella pagina ufficiale per i venditori di Catawiki, ma il modo migliore per capirle è vederle su un esempio concreto.
Immagina di vendere un orologio a 800 euro. Il 12,5% di commissione fa 100 euro, a cui si aggiungono l’importo fisso e l’IVA sulla commissione secondo la tua aliquota. La spedizione la paga l’acquirente, ma l’imballaggio e l’eventuale assicurazione restano un tuo costo. Il netto reale, quindi, non è 800 euro: è quella cifra meno un centinaio abbondante di euro tra commissione e IVA, più il materiale con cui proteggi il pacco. Tenerlo a mente cambia il modo in cui imposti il prezzo di partenza.
| Voce | Chi paga | Importo e note |
|---|---|---|
| Commissione di vendita | Venditore | 12,5% del prezzo di aggiudicazione più un importo fisso |
| IVA sulla commissione | Venditore | Calcolata secondo l’aliquota del tuo Paese |
| Commissione di tutela | Acquirente | 9% sull’importo dell’offerta finale |
| Spese di spedizione | Acquirente | Impostate dal venditore per ciascuna destinazione |
| Imballaggio e assicurazione | Venditore | Variabili, a carico del venditore |
Il ruolo dell’esperto: dove aiuta e dove sbaglia le stime
L’esperto è ciò che distingue Catawiki da un normale marketplace, ed è anche il punto su cui i venditori si fanno più illusioni.
Il lato buono è concreto. Ogni lotto viene esaminato da uno specialista di categoria che segue linee guida rigorose, e ogni anno oltre un milione di oggetti viene respinto per mantenere lo standard. Questo filtro è esattamente ciò che rassicura l’acquirente e lo spinge a offrire di più: sa che qualcuno ha già controllato prima di lui.
Poi c’è il lato che nessuno ti racconta volentieri. Le stime di valore che l’esperto fornisce non sono vincolanti e non coincidono con il prezzo di vendita. Sono un punto di partenza, costruito sulle aggiudicazioni passate di oggetti simili e sulle tendenze di mercato. Molti venditori le prendono per oro colato, impostano una riserva troppo alta sulla base di quella stima e poi restano con l’oggetto invenduto.
Detto francamente: la stima dell’esperto è un’indicazione, non una promessa, e trattarla come una promessa è il modo più veloce per rimanere fuori dall’asta. Meglio guardare tu stesso a quanto si sono venduti oggetti simili nelle aste precedenti e fissare una riserva realistica. Un lotto che parte basso e riceve molte offerte quasi sempre chiude meglio di un lotto ambizioso che nessuno rilancia.
Come gestire spedizione e imballaggio senza rimetterci
In sintesi: Su Catawiki la spedizione la paga l’acquirente, ma sei tu a impostare i costi per ogni destinazione al momento della presentazione e a preparare il pacco. La piattaforma genera etichette tracciate e trasparenti; imballaggio professionale e assicurazione, soprattutto per oggetti fragili o di valore, restano a tuo carico. Un calcolo sbagliato delle spese ti erode il margine.
Il rischio più comune è sottostimare quanto costa spedire davvero, soprattutto verso l’estero. Se indichi 10 euro di spedizione e poi il corriere te ne chiede 18, quella differenza esce dalle tue tasche. Per questo conviene chiedere in anticipo le tariffe locali, europee e internazionali al tuo spedizioniere, e verificare le opzioni di assicurazione e consegna tracciata, che per un pezzo di valore non sono un lusso ma una tutela.
Se vendi oggetti fragili o costosi, l’imballaggio fa parte del lavoro tanto quanto la descrizione. Abbiamo raccolto i criteri di preparazione e spedizione in una guida dedicata su come spedire l’usato online, utile a prescindere dalla piattaforma che usi.
Checklist: prima di spedire un lotto venduto
- Verifica in anticipo le tariffe locali, europee e internazionali
- Imposta spese di spedizione realistiche per ogni destinazione
- Usa l’etichetta tracciata generata dalla piattaforma
- Prevedi un’assicurazione per oggetti fragili o di valore
- Imballa in modo professionale, con materiale protettivo adeguato
- Fotografa il pacco prima della spedizione, come tutela
Gli errori che fanno perdere soldi ai venditori
Chi vende male su Catawiki quasi sempre ripete gli stessi errori, e sono tutti evitabili.
Il primo è la riserva gonfiata, di cui abbiamo già parlato: è la causa numero uno di lotti invenduti. Il secondo sono le foto. Un oggetto di valore fotografato male comunica esattamente il contrario del valore, e in un’asta dove l’acquirente non tocca l’oggetto le immagini fanno metà del lavoro. Il terzo è la descrizione approssimativa: meno informazioni dai, più l’acquirente esita, e un acquirente che esita non rilancia.
C’è poi un errore che non riguarda l’asta ma il fisco, e che molti scoprono troppo tardi. Se vendi con una certa continuità, le tue transazioni possono rientrare nella normativa DAC-7 e negli obblighi di dichiarazione. Non è materia da liquidare in due righe: l’abbiamo trattata nella guida completa per vendere usato online, dove trovi soglie e regole fiscali aggiornate.
5 errori che ti fanno svendere
- Riserva gonfiata: la causa numero uno di lotti invenduti
- Foto scadenti: in un’asta le immagini fanno metà del lavoro
- Descrizione approssimativa: meno dettagli dai, meno l’acquirente rilancia
- Spese di spedizione sottostimate: la differenza la paghi tu
- Soglia DAC-7 ignorata: le vendite continuative vanno gestite col fisco
Il pezzo giusto, prezzato con onestà
Catawiki non è la scorciatoia per svuotare casa, ed è un bene. È una piazza che premia chi porta il pezzo giusto e lo prezza con realismo, e che lascia a mani vuote chi si affida alla stima più alta sperando in un miracolo. La differenza tra un venditore soddisfatto e uno frustrato, quasi sempre, non sta nell’oggetto: sta nel realismo con cui lo mette in asta.
Se hai un oggetto da collezione o di pregio, ora sai cosa aspettarti dal primo lotto: come funziona la valutazione, quanto ti resta davvero in tasca e dove è facile inciampare. Il resto è pratica.
Ricevi nuove guide ogni settimana
Vuoi ricevere ogni settimana guide concrete su come vendere online e far crescere il tuo business da casa? Iscriviti alla newsletter BDC: niente spam, solo strategie che puoi applicare davvero.
Domande frequenti su come vendere su Catawiki
Quanto costa vendere su Catawiki?
Vendere su Catawiki prevede una commissione a carico del venditore pari al 12,5% del prezzo di aggiudicazione, a cui si aggiunge un importo fisso. Su questa commissione si applica l’IVA, calcolata secondo l’aliquota del tuo Paese. L’acquirente, dal canto suo, paga una commissione separata del 9% sull’importo dell’offerta finale. Le spese di spedizione sono a carico di chi compra, non del venditore. Restano invece a tuo carico l’imballaggio e l’eventuale assicurazione del pacco. Per calcolare il guadagno reale devi partire dal prezzo di vendita e togliere commissione, IVA e costi di preparazione. Su un oggetto da 800 euro, per esempio, la sola commissione del 12,5% vale 100 euro prima di IVA e importo fisso.
C’è un valore minimo per vendere su Catawiki?
Catawiki accetta solo oggetti definiti speciali, cioè da collezione, rari o di pregio, e non i beni di uso comune. Non esiste un listino pubblico con una soglia in euro valida per ogni categoria, ma la logica è chiara: l’oggetto deve avere un valore di mercato riconoscibile e interessare a un collezionista. Ogni anno oltre un milione di presentazioni viene respinto proprio perché non raggiunge lo standard richiesto. Se proponi merce comune, quasi certamente verrà rifiutata in fase di valutazione. Il modo più sicuro per capire se il tuo oggetto è idoneo è presentarlo e lasciare che sia l’esperto di categoria a valutarlo. La presentazione è gratuita e non ti impegna alla vendita. In caso di dubbio, quindi, tentare non costa nulla.
Come funziona la valutazione degli esperti di Catawiki?
Dopo che hai presentato un oggetto, un esperto di categoria lo esamina virtualmente prima di ammetterlo all’asta. Verifica che la presentazione contenga tutti i dettagli utili all’acquirente e controlla che l’oggetto rispetti gli standard di qualità della piattaforma. Se approva, lo inserisce nell’asta più adatta per massimizzare le possibilità di vendita. L’esperto può anche fornire una stima indicativa del valore, che però non è vincolante. Questa stima si basa sulle aggiudicazioni passate di oggetti simili e sulle tendenze di mercato, non sul prezzo finale di vendita. Proprio per questo va presa come punto di partenza e non come garanzia. Ogni anno oltre un milione di oggetti non supera questo filtro, il che spiega perché gli acquirenti si fidano dei lotti approvati.
Quanto tempo serve per vendere un oggetto su Catawiki?
Le aste su Catawiki sono settimanali e durano in genere tra sette e dieci giorni. A questo tempo va aggiunto quello della valutazione dell’esperto, che precede l’ingresso in asta e può richiedere qualche giorno. Una volta che il lotto è online, gli acquirenti fanno le loro offerte fino alla chiusura. Secondo i dati della piattaforma, oltre due terzi degli oggetti speciali vengono venduti entro dieci giorni. Dopo l’aggiudicazione serve ancora il tempo del pagamento dell’acquirente e della spedizione. Nel complesso, dalla presentazione all’incasso possono passare da una a tre settimane, a seconda della categoria e della domanda. Gli oggetti più richiesti tendono a chiudere più in fretta e a prezzi migliori.
Chi paga la spedizione su Catawiki?
Le spese di spedizione sono a carico dell’acquirente, insieme a eventuali dazi e tasse doganali quando applicabili. È però il venditore a impostare i costi di spedizione per le diverse destinazioni al momento della presentazione dell’oggetto. Per questo è importante calcolare le tariffe con precisione: se le sottostimi, la differenza la paghi tu. La piattaforma genera etichette di spedizione tracciate e più trasparenti, che spesso permettono all’acquirente di risparmiare. L’imballaggio e l’eventuale assicurazione del pacco restano invece responsabilità del venditore. Per oggetti fragili o di valore, un imballaggio professionale non è opzionale. Conviene informarsi in anticipo su tariffe locali, europee e internazionali presso il proprio spedizioniere.
Posso vendere su Catawiki senza partita IVA?
Sì, puoi vendere su Catawiki anche come privato, senza partita IVA, perché la piattaforma è aperta sia ai privati sia ai professionisti. Al momento della registrazione ti verrà chiesto di confermare l’identità tramite il partner dei pagamenti, Stripe o Payoneer, ma questo non implica avere una partita IVA. Attenzione però al profilo fiscale delle tue vendite. Se vendi in modo occasionale e sporadico, di norma non scatta l’obbligo di partita IVA. Se invece l’attività diventa abituale e continuativa, la situazione cambia e possono emergere obblighi dichiarativi e fiscali. Inoltre le piattaforme europee comunicano i dati dei venditori più attivi alle autorità in base alla normativa DAC-7. Per capire dove finisce l’occasionalità e inizia l’attività d’impresa conviene approfondire le regole fiscali della vendita dell’usato online.
Cosa succede se il mio oggetto viene rifiutato?
Se l’esperto non approva la tua presentazione, l’oggetto semplicemente non entra in asta e non ti viene addebitato nulla, dato che presentare un oggetto è gratuito. Il rifiuto in genere dipende dal fatto che l’oggetto non rientra tra quelli speciali o che la presentazione è incompleta. In molti casi il problema non è l’oggetto in sé ma foto scarse o una descrizione troppo povera. Puoi migliorare la presentazione, aggiungere immagini di qualità e dettagli, e riproporlo. A volte l’esperto suggerisce una categoria più adatta di quella scelta all’inizio. Se invece l’oggetto è un bene comune, difficilmente troverà spazio su Catawiki e conviene rivolgerti a un marketplace generalista. Il rifiuto, insomma, è spesso un’occasione per capire cosa sistemare.
Le stime degli esperti sono affidabili?
Le stime degli esperti di Catawiki sono un’indicazione, non una garanzia di vendita. Vengono costruite analizzando le aggiudicazioni passate di oggetti simili, le tendenze di mercato e le informazioni che fornisci tu. Sono un punto di partenza per le offerte, non il prezzo a cui l’oggetto verrà effettivamente venduto. Diversi venditori percepiscono le stime come troppo alte rispetto ai prezzi reali di aggiudicazione. Per questo è rischioso impostare una riserva elevata basandosi solo sulla stima. Il consiglio pratico è verificare da soli quanto si sono venduti oggetti analoghi nelle aste precedenti. Un prezzo di partenza realistico attira più offerte e, spesso, porta a un’aggiudicazione migliore di una riserva ambiziosa.
Come vengo pagato dopo la vendita su Catawiki?
Il pagamento su Catawiki passa attraverso i fornitori di servizi di pagamento autorizzati con cui collabora la piattaforma, quindi non gestisci l’incasso direttamente con l’acquirente. Al momento della registrazione come venditore confermi la tua identità con Stripe o Payoneer, ed è tramite questo canale che ricevi i tuoi soldi. Quando l’acquirente completa il pagamento dell’oggetto aggiudicato, la piattaforma ti avvisa e puoi procedere con la spedizione. L’importo accreditato è al netto della commissione di vendita del 12,5% e dell’IVA applicabile. Questo sistema di pagamenti protetti tutela entrambe le parti e riduce il rischio di truffe. Non è previsto uno scambio diretto di denaro tra acquirente e venditore. I tempi di accredito dipendono dal fornitore di pagamento e dalla procedura di conferma.
Meglio Catawiki o eBay per il collezionismo?
Dipende dal tipo di oggetto e da quanto vuoi affidarti a un intermediario. Catawiki lavora solo su oggetti speciali, con aste settimanali e la validazione di un esperto per ogni lotto, il che rassicura l’acquirente e può alzare il prezzo finale. In cambio applica una commissione del 12,5% al venditore e non accetta merce comune. eBay è molto più generalista: vende sia oggetti da collezione sia beni comuni, con formati ad asta o a prezzo fisso e senza la selezione preventiva di un esperto. Per un pezzo raro e di pregio, la curatela di Catawiki può fare la differenza sul prezzo. Per oggetti da collezione più diffusi o per avere pieno controllo su prezzo e inserzione, eBay resta molto competitivo. Abbiamo dedicato una guida a parte a come vendere su eBay, utile per confrontare i due approcci.
Posso impostare un prezzo di riserva su Catawiki?
Sì, puoi impostare un prezzo di riserva, cioè la cifra minima al di sotto della quale non vuoi vendere l’oggetto. Al momento della presentazione scegli da dove partono le offerte: da 1 euro, dal 50% del prezzo di riserva oppure direttamente dal prezzo di riserva. Se le offerte non raggiungono la riserva, l’oggetto non viene venduto. La riserva ti protegge da un’aggiudicazione troppo bassa, ma se la imposti troppo alta rischi di restare con l’oggetto invenduto. È l’errore più comune tra i venditori alle prime armi. Il consiglio è fissare una riserva realistica, basata sui prezzi reali di aggiudicazione di oggetti simili. Un lotto che parte basso spesso genera più offerte e chiude meglio di uno con una riserva ambiziosa.
Le vendite su Catawiki contano per la soglia DAC-7?
Sì. Catawiki è una piattaforma con sede nell’Unione Europea e, come gli altri marketplace, è soggetta alla normativa DAC-7. Questo significa che comunica alle autorità fiscali i dati dei venditori che superano determinate soglie di operazioni o di incassi in un anno. Il fatto che si tratti di aste non cambia la sostanza: sono comunque vendite. Superare le soglie non implica automaticamente pagare più tasse, ma segnala la tua attività al fisco e va gestito correttamente. La distinzione chiave resta quella tra vendita occasionale e attività abituale, che ha conseguenze fiscali diverse. Per soglie precise, obblighi e come regolarti, trovi tutto nella nostra guida completa alla vendita dell’usato online. Meglio informarsi prima di accumulare vendite, non dopo.